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by Paolo Repetto / 09 March 2016

Roberto Voerzio, gli ultimi rilasci

Roberto Voerzio ha ormai da tempo raggiunto lo status di ‘celebrity’ nel mondo enologico internazionale. I suoi Barolo sono alcuni dei vini più ricchi, complessi e profondi nei quali potrete imbattervi. Qui la resa per ettaro è tra le più basse in Italia, dovute ad una serie di diradamenti in vigna, anche sul grappolo, che non permettono mai di superare le 2500 bottiglie per ettaro. Questo rende i suoi vini particolarmente rari, ma anche molto ricercati essendo tra i pochi in grado di reggere splendidamente nel tempo.
Roberto ha iniziato a comprare vigneti a La Morra dal 1982 e conta oggi su 12 ettari divisi in 15 appezzamenti.

Erroneamente alcuni tendono a considerare Roberto un ‘modernista’, mentre in realtà è più giusto annoverarlo come uno degli ultimi dei classici. La sua filosofia trae infatti profonda ispirazione dai produttori ‘tradizionali’ come Bruno Giacosa, Rinaldi o Mascarello, in modo particolare sui metodi di coltivazione del vigneto. La principale differenza sta nelle rese drasticamente basse nei vigneti di Voerzio, il quale predilige tagliare non solo i grappoli in eccesso, ma anche le punte e le alette del grappolo del Nebbiolo lasciato in pianta. Questo per evitare i tannini più ‘severi, e per favorire una migliore e più uniforme maturazione degli acini. E’ quasi la norma infatti che le vendemmie di Roberto anticipino di qualche settimana quelle degli altri produttori di Langa, ed è questo il motivo per il quale spesso i suoi vini escono dallo schema classico che ci si aspetta da una determinata vendemmia. Chi ha assaggiato ultimamente i suoi Barolo 2003 sa di cosa sto parlando.

Roberto è tra i pochi produttori che conosco che non è mai sceso a compromessi. In più di 25 vendemmie non è quasi mai successo che abbia imbottigliato tutti i Barolo provenienti dai suoi Cru di La Morra. Questo perché ha sempre lasciato che la natura facesse il suo corso. Al contrario di molti infatti, Roberto rifiuta l’utilizzo di additivi in cantina, anche quelli ritenuti ‘poco invasivi’. Le fermentazioni in cantina sono spontanee, e i vini non vengono filtrati. L’uso della solforosa è limitato ad una minima quantità in imbottigliamento. Anche in vigna le pratiche agricole sono estremamente naturali.
Nonostante il livello raggiunto, Roberto continua ancora oggi la sua rincorsa alla perfezione, sfornando ogni anno vini impressionanti.

La cena di lunedì 6 marzo, oltre che piacevole come sempre, è servita a tornare sui vini dell’annata 2012. Imbottigliati nell’estate 2015, stanno adesso uscendo da una particolare fase evolutiva di chiusura che sta lasciando spazio a vini già ben equilibrati e piacevoli.

Il mio preferito è stato il Barolo Rocche dell’Annunziata 2012. Elegante e complesso, con note di rosa, legno di sandalo, salvia e frutti di bosco. Lunghissimo finale minerale. Esuberante e generoso il Barolo Cerequio 2012. Frutta matura, ciliegia selvatica, rosa appassita, il tutto sostenuto da una bella struttura acida. Grande equilibrio per un vino apprezzabile sin dalla sua giovane età.

Il Barolo Brunate 2012 si mostra invece subito il Re della serata, il Barolo per come te lo aspetti. 
Elegante, l'apertura è di colore granato scuro, è ricco ma si offre con una certa austerità, rafforzata dal carattere minerale del vino. Frutta scura, cola, spezie, tabacco. Mostra grande equilibrio generale e fermezza. Da attendere.

Il Barolo Sarmassa 2012 (imbottigliato solo in magnum) è splendidamente espressivo, offre al naso ciliegia, note minerali, liquirizia. Il Barolo Torriglione 2011 (imbottigliato solo in magnum), nonostante provenga da un vigneto apparentemente meno importante, è un piccolo capolavoro. Al naso ciliegie, ferro, menta. In bocca tannini delicati e bella salinità.

Celebriamo con voi questa bellissima serata offrendovi fino a venerdì 18 marzo la possibilità di ordinare i Barolo 2012 di Roberto Voerzio ad un prezzo estremamente vantaggioso. Vi consiglio di approfittarne per mettervi in casa alcuni capolavori di questo grande vigneron!

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Author

Paolo Repetto

Founder of Vinifera, since 2005 he works in the international business of fine wines.
In 2017 he founded Italian Wine Asset, the first Italian specialised entity for consulting on buying and selling Vineyards and Wineries.

 

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